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blog involontario
23 giugno 2010
L'Ascensore Quotidiano
Io partecipo al concorso del nuovo ilsole24ore.com

Metti una mattina di maggio in ascensore, bloccati a metà del tredicesimo piano. Io, il mio capo e il suo smartphone.
I soccorsi sono in arrivo. Questione di pochi minuti, volendo dar retta a un citofono. Intanto la wi-fi ci apre ogni porta, tranne l’unica che vorremmo.
“Non mi piacciono i luoghi chiusi”, mi sussurra il capo.
Di solito ha una voce diversa. Ed è la prima volta che lo vedo così pallido.
Evito di fare respiri profondi (l’aria è risorsa scarsa, meglio farne economia) e opto per il cambio di passo.
“Ha visto il nuovo sito del Sole?”.
Lui solleva lo sguardo infastidito.
“Posso?”, gli chiedo indicando col dito lo smartphone di tendenza che gli spunta dal taschino della giacca.
Me lo allunga senza guardarmi. Il più è fatto. Allora prendo coraggio e siedo accanto a lui.
“Guardi la nuova home page”, gli dico.
La testata in noir è sobria ed elegante. Dopo il primo banner pubblicitario, statico e non eccessivamente invasivo, parte lo strillo dell’articolo in primo piano.
“Bella l’immagine”, dice il capo.
Assecondo i suoi gusti e ci clicco. Faccio scorrere l’articolo sotto le dita. Un bel display 960x340 pixel aiuta decisamente la lettura. Impaginazione su tre schermate, link ai social network e agli articoli correlati.
Massima chiarezza e fruibilità, penso. Ma non ho tempo di saggiare la bontà dei contenuti. Il capo si distrae in fretta e dei soccorsi non si ha notizia.
Torno in fretta all’home page.
“Un’occhiata ad indici e titoli?”.
Faccio scorrere i contenuti in evidenza e arrivo alla seconda banda nera.
FTSE MIN, NASDAQ 100, NIKKEI 224 & C.
I grafici a tutto schermo tengono viva l’attenzione del mio compagno (compagno?) di sventura. Si vede che adora la borsa. S’impadronisce dello strumento e, in un misto di hybris e touch screen, controlla una per una tutte le aperture, le variazioni, i trend.
Poi all’improvviso si placa e, quasi spossato, mi restituisce lo smartphone.
Riprendo la plancia di comando senza un’idea di cosa fare.
Passo in febbrile rassegna tutte le sezioni.
Finanza e Mercati? Economia? Tecnologie? Culture?
Ogni menù apre un mondo. Decido di affidarmi all’istinto, e spilucco nel mucchio
Norme e tributi!
“Ma sulla deducibilità degli ammanchi di cassa cosa avevate deciso?”.
Eureka! Lo sguardo vispo rispunta da dietro le palpebre. Il capo vuole approfondire. Si legge tutto d’un fiato l’articolo. Forse, per qualche secondo, dimentica la porta sbarrata a due passi dal naso.
“Lo sapevo che si poteva fare”, bisbiglia alla fine restituendomi un’altra volta il suo smartphone.
A questo punto potrei provare con l’Agorà, i forum e i blog dei giornalisti, quelli che fanno opinione. Ma la sua già la conosco: uscire, uscire, uscire.
Allora mi gioco l’arma finale.
Avrei voluto aspettare ancora qualche minuto per non bruciare la sorpresa, risparmiare l’ultima carta per il momento della disperazione, ma il colorito del capo preannuncia burrasca e decido che non c’è tempo da perdere.
Afferro la mia borsa e, anche senza Stetson, estraggo il mio iPad come fosse una colt.
In un attimo, il nuovo sito del Sole 24 Ore è sotto gli occhi di quel che resta del mio capo e gli strappa nuovi segni di vita.
“Ecco dove finiscono i suoi premi di produttività!”, sogghigna.
Nella versione per iPad, l’accesso alle news è ancora più intuitivo. Spazio alle sezioni, ai canali 24, ai contenuti multimediali, riaggregati in punti diversi e con la possibilità di scorrerne in orizzontale titolo e abstract.
Il capo è rapito.  
Clicca, seleziona, carica, ingrandisce, ricerca. Senza nemmeno accorgersene, è catapultato nel canale “Motori”, un vero e proprio portale dedicato, che arricchisce un quotidiano che di economico ha soprattutto il costo. Almeno per chi è chiuso suo malgrado in un ascensore.
Ci sono anche “Luxury”, “Viaggi”, “Casa”, “Salute”, e tanti altri. Il capo soprassiede, ma prima o poi, di certo, ci si rimbatterà.
Mentre s’immerge nella lettura e riacquista lentamente colore, sono io quello che comincia ad accusare i primi segni di cedimento. Dovrei darmi una mossa, condividere l’iPad con il mio capo e leggere il mio articolo del Sole preferito. Ma allora dovrei raccontargli del web 2.0. Dell’orizzontalità della comunicazione, dei blog e dei forum, di un sito perfettamente integrato con la filosofia del social network. Concludo che non ne ho le forze.
E poi certe cose van provate, non spiegate.
In fondo, è ciò che gli sto concedendo di fare. Chiusi in ascensore in attesa dei soccorsi, lui naviga liberamente e a me tocca far filosofia.
“Tutto questo senza abbonamento?”.
“Pare proprio di sì”, gli rispondo.
Il capo sorride, come quando si parla di deducibilità.
Ed è nel bel mezzo del “Punto” di Stefano Folli che l’ascensore si squote e, dopo un istante lunghissimo, riprende a salire come se niente fosse. Quando si ferma al ventuno e la porta si apre, il capo è già in piedi.
La gente lo guarda, gli domanda, si sincera delle sue condizioni, ma lui ha l’aria serena e lo sguardo sicuro.
“Mi sono sfogliato il Sole 24 Ore”, declama stentoreo. “Molto più utile che lavorare!”.
Lo seguo a distanza mentre fende il capannello degli altri colleghi. È di nuovo a suo agio, in piena forma, perfettamente padrone di sé. E pure del mio premio di produttività che guardo allontanarsi, saldamente impugnato dalla sua mano sinistra. 

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permalink | inviato da invarchi il 23/6/2010 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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