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blog involontario
17 dicembre 2004
CANZONE DEL GIOVANE STANCO

C’era una volta un giovane stanco,
nato con troppi pensieri contorti,
tanto che un giorno decise financo
d’esser l’artefice delle sue sorti.
Stanco di fingersi lieto ed invano
per una vita di compromessi,
scelse da sé di tenersi lontano
dall’illusione dei sogni pregressi.

Cadde la scelta su di un litorale
d’aspri ciglioni e rene dorate
dove tra i sibili del maestrale
far rifiorir le parole mancate.
Lì costruì la sua casa sul mare
dove di sera, a pancia all’insù,
contava le stelle che nel luccicare
riempivano i vuoti dentro quel blu.

Ma di trascorsi l’intrico vissuto
d’un peso gravava la sua memoria
e il giovane stanco avrebbe voluto
chiudere i conti con la sua storia.
Decise solerte di farla finita
con il ciarpame di cose già viste,
le gioie e i dolori di tutta la vita,
ché rimembrare è dolce ma triste.

Presi i ricordi uno per uno,
in bolle li pose con soffio leggero,
tanto che poi nel sfiorarne ciascuno
non discernea più il falso dal vero.
Tutti i rimpianti così imbellettati
ripose con cura sugli scaffali.
Parevano biglie con dentro celati
segni sbiaditi di sogni e di strali.

Poi in una sera di freddo pungente,
mentre lontano il mondo era in festa,
lui se ne stava rinchiuso e silente
dentro la casa sempre più mesta.
Per farsi coraggio così si risolse
le bolle a mirare negli scaffali.
Un paio le scelse, altre ne tolse
e corse di fuori in un battito d’ali.

Scrigni traslucidi d’ogni colore
s’ammonticchiavano sopra le rive,
la notte brillava di nuovo calore,
parevano, i refoli, carezze lascive.
Così quella sera accadde che lui,
che tra le mani teneva le sfere,
piano scordasse i tempi più bui
al tatto sentendole lisce e leggere.

Quasi nel buio non s’accorgeva
ma rotta con l’unghia la superficie,
da una di quelle già si spandeva
nell’aere un pulviscolo che benedice.
Al giovane stanco il cuore si schiuse
mentre il ricordo riassaporava
e tutt’intorno il vento diffuse
l’immagine limpida che s’aspettava.

Non erano stelle quelle che scorse
stagliarsi nel cielo in un secondo.
Erano ponti su gioie trascorse,
erano gli occhi più belli del mondo.
Il giovane stanco allora sorrise,
pago di quella sua nova speranza:
l’amore conserva in immagini lise
d’antichi segreti la rimembranza.

(fine)

Trascurabile contributo contro il freddo a venire. Dedicato a te. Come promesso.




permalink | inviato da il 17/12/2004 alle 15:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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