.
Annunci online

invarchi
blog involontario
9 agosto 2004
LA FARFALLA E IL LOMBRICO

C’era una volta un lungo lombrico
che se ne stava solo nel prato.
L’aria era mesta, il corpo un intrico,
mentre strisciava assai desolato.

Fendeva l’azzurro sopra di lui
la bella farfalla dai mille colori.
Lo vide là sotto e disse: “Costui
godersi non sa il bello dei fiori!”.

Scese leggiadra e le ali spiegate
mostravan le trame d’un prato fiorito,
finchè non posò le zampe aggraziate
di fronte al lombrico tristo e contrito.

“Mio caro fratello, che ti è accaduto?
Vedo che strisci senza una meta,
ma son sicura che nulla è perduto!
Confidati pure, io son discreta!”.

“Io ti ringrazio mia dolce farfalla”
rispose il lombrico con voce strozzata.
“Ma non v’è rimedio che sani la falla
d’avere, strisciando, la vita sprecata!”.

“Fidati invece di chi ti vuol bene!”
sorrise la dolce sbattendo le ali.
“Arrendersi è ingiusto, non ti conviene,
t’insegno il rimedio a tutti i tuoi mali!”.

Lo stanco lombrico parea rincuorato
dalle attenzioni d’un'altra creatura.
D'altri giammai si sarebbe fidato,
ma lei luccicava e parlava sicura.

“Vieni domani al Grande Burrone
all’ora del gallo, sarem lì da soli.
Così finalmente avrai l’occasione
di farlo con me il più pazzo dei voli”.

Il giorno lì appresso, di primo mattino,
i due si affacciarono sul precipizio,
ognuno tenendosi all’altro vicino
e fu la farfalla a dare il giudizio:

“Saremo vicini nel bene e nel male,
mio caro lombrico, è giunto il momento!
Dobbiamo lanciarci uniti al segnale,
poi basta seguire la spinta del vento”.

La dolce farfalla contò fino a tre
e insieme saltarono dentro lo iato.
Sorrise il lombrico, sapete perché?
Il suo desiderio già s’era avverato.




permalink | inviato da il 9/8/2004 alle 23:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
sfoglia
luglio        settembre