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blog involontario
26 luglio 2004
ATTACCHI DI ASMA

Quando la crisi d’asma arriva, il respiro si fa sempre più corto e i polmoni diventano asciutti come una spugna. Le boccate d’ossigeno si fermano in fondo alla gola, a un passo da dove serve, e il petto è un mantice ingolfato che sbuffa strani rantoli. Occorre restar calmi, dicono, ma non è così facile. In certi casi l’esperienza non conta. Ogni attacco è uguale al precedente, e ti coglie sempre impreparato: non riesci a respirare e te la fai sotto dalla paura.

Quando ero piccolo, mia madre mi chiedeva sempre di spiegarle cosa si prova, ma io non ci riuscivo. È da lì, credo, che ho cominciato ad invidiare gli scrittori e tutti quelli che dedicano una parte consistente della propria vita ad esercitarsi con le parole.

Con il tempo ho imparato che la scrittura, anche se procede per improvvisazioni come un jazz, è soprattutto una questione di metodo. Un vero scrittore è uomo di fatica e si allena ogni giorno. Anche quando delle parole è quasi stanco e, in preda alla rapsodia del momento, si decide a pensare alla vita.




permalink | inviato da il 26/7/2004 alle 12:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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