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blog involontario
23 marzo 2004
LONTANISSIMI GIORNI

Il giorno della prima comunione, noi bambini percorremmo la navata centrale della chiesa, ognuno con una calla da riporre ai piedi dell’altare. La calla era un fiore di purezza, offerto da anime che non potevano non essere pure. Nell’omelia il sacerdote disse che negli occhi di tutti noi, bambini che andavano in contro a Gesù, scorgeva la speranza, la stessa che soccorre lo sfiduciato e lo sprona ad essere migliore. Quelle parole davan voce alle mie, esprimevano come allora non avrei saputo esprimere la confusione chiarissima che avevo dentro: c’era un progetto, uno soltanto, e solo per me.

Oggi che l’universo è diventato indifferente, intreccio banale di caso e necessità, quei giorni mi sembrano lontanissimi. Il rispetto che devo a chi la fede l'ha saputa conservare è lo stesso che nutro per chi, come me, ha scelto una strada diversa. Sapendo che, alla fine, il dramma dell’uomo è tutto nel bisogno di dare un senso a ciò che succede. Anche quando l’unico senso possibile è nel semplice cercarlo.




permalink | inviato da il 23/3/2004 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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