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politica interna
9 gennaio 2007
La guerra di Piero

Dormi sepolto in un campo di grane
né socialista, né popolare,
e ti fai grande all’ombra dei rossi,
dalla memoria in fretta rimossi.

«Prese le spoglie del Correntone
voglio un afflato più riformatore,
buffetti dai tecnici ministeriali,
il plauso dei circoli confindustriali».

Così dicevi ed era d'inverno
che nel partito scoppiava l'inferno;
tu magro e triste come chi deve
lisciare il pelo alle altissime sfere.

Fermati Piero, fermati adesso
non presentarti bilioso al congresso!
Giocala a fondo la tua partita
ma non nel campo della Margherita.

Ma tu marciasti e il tempo passava
ed eri l’unico che non governava,
mentre D’Alema d’oltre frontiera
viveva in silenzio la sua primavera.

E adesso ne lanci acuti di strali
contro i sinistri così radicali
che t’impediscon di fare di più,
e con gl’indentici voti che hai tu.

Sparane Piero, sparane ora
e su Repubblica sparane ancora,
fino a che tu non lo vedrai smorto,
tutto il partito ha ormai il fiato corto

«Se l’argomento è lo stato sociale,
sono più a destra di un liberale;
se mi domandano nuovi diritti,
dico che tanto partiamo sconfitti
».

E mentre gli usi questa premura
il moderato ti vede e ha paura
ed ogni volta alle elezioni
rivota Casini o Berlusconi.

Dormi sepolto in un campo di grane
né socialista, né popolare,
e ti fai grande all’ombra dei rossi.
Non t'angustiare: li hai già rimossi!




permalink | inviato da il 9/1/2007 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (40) | Versione per la stampa
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