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blog involontario
27 giugno 2006
QUESTIONE SETTENTRIONALE

Stamattina, come al solito, mi son svegliato presto. Per prima cosa ho aperto la finestra. Non si sa mai, mi son detto. Magari è lì fuori e nessuno se n’è accorto. Ma fuori non si muoveva una foglia.

Allora mi sono preparato ad uscire. Doccia, vestiti, colazione e poi, finalmente, all’aria aperta. Niente. Vuoi vedere che è sparito? Non può essere, c’è sempre stato! E poi dove vuoi che sia andato a cacciarsi? Quello esiste perché resta in movimento. Come gli squali. Se si ferma, è perduto.

Forse sono io che me lo sono perso. Fa un gran caldo, ma c’è. Da qualche parte e non saprei dire dove, ma c’è. Sono io che frequento i posti sbagliati.

E allora facciamo il giro largo. Camminiamo ancora un po’ in questa ridente cittadina in terra di Padania. Prima o poi lo troveremo. Ce lo sentiremo addosso all’improvviso. A tradimento, contro la nuca. O da ascella ad ascella, in un vortice incrociato sullo sterno. Magari nei capelli, che nel filotto di tre elezioni consecutive sono cresciuti parecchio. O negli svolazzi di gonne delle signore, ammesso che non siano troppo corte o troppo aderenti. Lo sentiremo, insomma. Esattamente come la prima volta che ce l’hanno spiegato. Basta un po’ di pazienza. O no?

No. Decisamente no.

Ma allora dove cazzo sei andato a finire? Con tutti i soldi che hanno buttato per dimostrare che esisti? Come faccio a volermene andarmene da qui, se te la svigni tu per primo?

Ovunque tu sia, Vento del Nord, se ci sei, batti un refolo! Non farlo per me, fallo per loro. Qui fa un gran caldo, e c’è un polo intero che si sta squagliando.




permalink | inviato da il 27/6/2006 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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